Nasce il TG, Ascari domina

L’Italia scopre il telegiornale ed inizia la sua corsa.

Mercoledì 10 Settembre 1952 alle ore 21, l’Italia scopre il telegiornale. Inizia così un viaggio lungo e ininterrotto nell’informazione televisiva. Dallo studio sperimentale di Corso Sempione, Milano, la RAI manda in onda il primo Tg ufficiale. Bianco e nero, tono sobrio, servizi montati a mano. È storia che si scrive in diretta, o quasi.

Ed è storia anche la prima notizia sportiva trasmessa: la vittoria di Alberto #Ascari nel Gran Premio d’Italia a Monza, pochi giorni prima. Un trionfo assoluto. Ascari non solo vince la gara, ma lo fa con una superiorità tecnica e umana che rende la sua Ferrari imbattibile. È il sesto successo consecutivo della stagione, su otto gare del calendario, e gli vale la conferma del titolo mondiale: è il primo pilota italiano a vincere due Mondiali consecutivi di Formula 1.

C’è una coincidenza straordinaria, quasi simbolica. Mentre l’Italia accende la tv per la prima volta per guardare le notizie del mondo, la prima immagine sportiva è quella di un uomo al volante, veloce, determinato, moderno. Un pilota che corre per un marchio – Ferrari – che già allora non è solo una macchina, ma un’idea, un’estetica, una visione di futuro.

Tripletta Ferrari

Ascari, quel giorno a Monza, non ha rivali. Parte dalla pole, domina il circuito con un ritmo chirurgico, e taglia il traguardo davanti a Nino #Farina e Luigi #Villoresi, suoi compagni di squadra. Le Ferrari 500 fanno tripletta e l’autodromo esplode. In tribuna ci sono 100.000 persone, e tra loro, anche gli occhi emozionati di Enzo #Ferrari. A bordo pista, pochi cameraman e tecnici audio tentano di catturare il suono del successo: nessuno immagina che quella stessa corsa finirà, tre giorni dopo, dentro la scaletta del primo telegiornale italiano.

Una curiosità: in quel 1952 il regolamento tecnico della Formula 1 prevede motori da 2 litri senza compressore ed è per questo che la Ferrari 500, progettata per la Formula 2, domina indisturbata. L’assenza delle grandi rivali – Mercedes, Auto Union – e il ritiro di Alfa Romeo – lasciano strada libera a Maranello. Ma la vera differenza la fa Ascari. Guida come se avesse un orologio al posto del contagiri, regola i tempi con precisione matematica, corre come se conoscesse in anticipo ogni curva. E lo fa con un casco celeste, inconfondibile, che diventa leggenda.

Doppio esordio

Quel 10 Settembre è quindi più di una data: è un doppio esordio. In tv nasce l’informazione moderna, nell’abitacolo di una monoposto rossa esplode un talento che incarna l’Italia che corre, che vince, che crede nel futuro. Mentre lo speaker del Tg legge con voce ferma la cronaca della settimana, scorrono le immagini dell’autodromo: l’asfalto, i sorpassi, il podio, l’inno.

Il pubblico da casa non può ancora sapere quanto diventeranno grandi quelle immagini, né quanto durerà quel rito delle 20. Ma intuisce che la velocità ha molte forme: può essere una ruota che gira, un’antenna che trasmette, un’idea che si mette in moto. Ascari e il telegiornale iniziano insieme. Uno con un volante tra le mani, l’altro con un microfono. Entrambi, ancora oggi, non si sono mai fermati. #Ascari #TG

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